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	<title>Andrea Spila traduttore, consulente, formatore</title>
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		<title>L&#8217;Aquila solidale, un anno dopo il terremoto</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 00:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno dopo il terremoto dell&#8217;Aquila, voglio ricordare i tanti volontari della società civile aquilana che ho avuto la fortuna di incontrare quando ho scritto il saggio che accompagna in appendice lo splendido libro di Rebecca Solnit, Un paradiso all&#8217;inferno (Fandango Libri, 2009) dedicato alle &#8220;straordinarie comunità solidali&#8221; che si sviluppano in occasione dei disastri, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=84&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2010/04/laquilasolidale.jpg"><img class="size-medium wp-image-85 alignleft" style="margin:20px;" title="Un paradiso all'inferno" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2010/04/laquilasolidale.jpg?w=180&#038;h=222" alt="Copertina di Un paradiso all'inferno" width="180" height="222" /></a></p>
<p>Un anno dopo il terremoto dell&#8217;Aquila, voglio ricordare i tanti volontari della società civile aquilana che ho avuto la fortuna di incontrare quando ho scritto il saggio che accompagna in appendice lo splendido libro di <a title="Un paradiso all'inferno di Rebecca Solnit sul sito di Fandango" href="http://www.fandango.it/default.asp?idlingua=1&amp;idContenuto=1949" target="_blank">Rebecca Solnit, Un paradiso all&#8217;inferno </a>(Fandango Libri, 2009) dedicato alle &#8220;straordinarie comunità solidali&#8221; che si sviluppano in occasione dei disastri, contrariamente a quanto spesso descritto dai mezzi di informazione, che preferiscono raccontare un&#8217;umanità di saccheggiatori e di individui regrediti allo stato di natura e in preda al panico.</p>
<p>Ho deciso, a distanza di un anno dal sisma, di tornare a parlare con i protagonisti della mia Aquila solidale per ascoltare le loro storie fuori dal clamore dei media e farmi raccontare gli sviluppi dei loro progetti per la rinascita della città. Nei prossimi giorni li ricontatterò tutti:  Sandro Tosone, Alfredo Murgo, Giannino Di Tommaso, Giusi Pitari, Andrea Salomone, Ciro Cannavacciuolo, Cecilia Cruciani, Filippo Romano, Palma Franceschini, Beatrice Pannozzo, Mario Alaggio.</p>
<p>Per adesso voglio ricordare le belle ore passate insieme a loro nelle tendopoli aquilane nella primavera ed estate del 2009, pubblicando qui di seguito alcuni stralci dell&#8217;<em>Aquila solidale</em>: la prefazione, l&#8217;introduzione (<em>Il mio terremoto</em>) e le conclusioni (<em>Abbracciare la catastrofe</em>).</p>
<p><span id="more-84"></span></p>
<p><strong>L’Aquila solidale</strong></p>
<p><strong>Racconti del post-terremoto</strong></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Più di centomila persone si accamparono all’aperto a San Francisco nei giorni e nelle settimane successivi al terremoto. Nei primissimi giorni le persone si presero cura le une delle altre e i metodi e le reti che svilupparono continuarono a essere utili anche dopo l’arrivo della Croce Rossa e delle altre organizzazioni di soccorso.</em><br />
Rebecca Solnit</p>
<p>Un animalista perlustra le vie del centro storico dell’Aquila alla ricerca di gatti dispersi, una professoressa di biochimica scrive un libro in un camper per contribuire alla ricostruzione dell’università, una compagnia di teatranti gira per le tendopoli distribuendo nasi da clown, un gruppo di amici legati a un circolo culturale riempie un autobus di libri, un comitato di associazioni cerca i migranti nei campi per aiutarli a difendere i loro diritti, una docente decide di insegnare l’italiano e di imparare il punjabi e il cinese.</p>
<p>Che cosa hanno in comune queste storie di volontari aquilani? Subito dopo le scosse, nella scia della devastazione, i cittadini hanno reagito prontamente all’emergenza, arrampicandosi sulle rovine e scavando tra le macerie alla ricerca dei dispersi, raggiungendo i reparti pericolanti dell’ospedale per aiutare a evacuarlo, accogliendo familiari, amici e vicini nelle automobili e nei camper non danneggiati dal sisma. Nei giorni successivi, quando la gravità della catastrofe si è manifestata con il suo lungo elenco di vittime e con le immagini di città e paesi dal volto irriconoscibile, queste stesse persone hanno cominciato a ricostruire la loro città, non quella fatta di pietre e mattoni, ma quella dei rapporti umani e sociali.</p>
<p>[...]</p>
<p><strong>Il mio terremoto</strong></p>
<p>Quando mi arriva la telefonata sono sulla porta. “Hai saputo che cosa è successo alla tua Aquila?” Dice proprio così mio suocero, “la mia Aquila”. Improvvisamente mi vengono in mente le chiacchierate su Facebook con Raffaella, le sue preoccupazioni, le sue notti passate senza chiudere occhio in quei mesi di scosse leggere ma continue, una lenta ed estenuante preparazione al disastro. “È stata una scossa forte?” chiedo. “La città è devastata” è la risposta. È il 6 aprile 2009, nella notte una scossa superiore al sesto grado della scala Richter ha colpito la città. Mi precipito allo studio.</p>
<p>Penso ai ragazzi del Master in traduzione e redazione tecnica dell’Aquila, penso in particolare a quelli di loro che abitano all’Aquila: Enzo, Antonella, Fabio, Gabriella, Fausta, Marta, Marina, Nico, Silvia, Annarita e Raffaella che vive in centro. La prima che chiamo è lei. Finalmente riesco a prendere la linea, non è facile comunicare con i cellulari della zona colpita dal terremoto. La voce di Raffaella è apparentemente tranquilla, sta bene, mi racconta che non ha dormito a casa dei genitori ma in quella di Mauro, il suo ragazzo. La casa ha retto alla scossa, lunga e disastrosa, delle tre e trentadue di notte, ma il centro dell’Aquila è completamente distrutto. La casa della sua famiglia è un cumulo di macerie, i suoi genitori e le sorelle più piccole sono riuscite miracolosamente a salvarsi. Mi racconta: “Quando è arrivata la scossa ero già vestita, da un po’ di giorni dormivo in tuta. Le porte erano bloccate dai mobili caduti a terra e mi sono affacciata alla finestra per cercare una via di fuga. Allora ho visto il polverone che veniva dal centro, sentivo la gente che urlava nel quartiere e ho capito la gravità di quello che era successo. C’è voluta mezz’ora per riuscire a parlare con la mia famiglia. Mia madre mi ha detto subito: ‘Non abbiamo più la casa’”. La sua famiglia sta bene ma non si hanno notizie di sua cugina e della sua famiglia. Poche ore dopo si scoprirà che sono tutti rimasti uccisi nel crollo della loro casa: Giovanna, incinta del secondo figlio che doveva nascere proprio in quelle ore, il marito Luigi e il piccolo Francesco di due anni. Alla fine le vittime del terremoto saranno 307, tra cui decine di studenti dell’università aquilana, 1500 i feriti e decine di migliaia gli sfollati.</p>
<p>Pochi giorni dopo il disastro mi arriva una mail di Rebecca Solnit. Sto aspettando da qualche mese di leggere il suo nuovo libro. “Sono felice di sapere che tutti i tuoi studenti sono sopravvissuti&#8230; Sono curiosa di sapere in che modo si presenta un disastro in Italia, dove la cultura è più forte e profonda. Ho visto luoghi in cui la vita quotidiana è un altro genere di disastro, un disastro fatto di alienazione e isolamento e ho scoperto che persino un disastro può trasformare questo stato di cose, grazie a quel senso di immediatezza, di solidarietà e di partecipazione che tanto spesso appare in queste occasioni&#8230;”</p>
<p>Nei giorni successivi inizio a tradurre le prime pagine di <strong>A paradise built in hell</strong> e scopro di essere anch’io incuriosito da quel fermento di altruismo, generosità e impegno che ritrovo continuamente nei racconti dei miei allievi e amici aquilani che vivono nelle tendopoli. “Le persone sanno cosa fare quando c’è un disastro” scrive Rebecca nel suo libro, riferendosi alle “straordinarie comunità” auto-organizzate che sorgono quando lo status quo viene scosso da un evento tragico come un terremoto, un’alluvione o la guerra.<br />
Nasce così l’idea di scrivere questa storia delle prime settimane di vita della comunità aquilana dopo il terremoto, ascoltando le piccole storie dei cittadini – e della società civile in genere – che hanno riconquistato, spesso con gioia e con orgoglio, la consapevolezza del proprio ruolo nella vita sociale, impegnandosi con passione e in prima persona per la ricostruzione della propria città.</p>
<p>[...]</p>
<p><strong>Abbracciare il disastro</strong></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Il disastro causa una sorta di choc sociale che interrompe<br />
le modalità di comportamento abituali e istituzionalizzate<br />
e rende le persone disponibili alla trasformazione sociale e personale.</em></p>
<p>In un illuminante articolo sulle opportunità che un disastro offre alla società civile per affrontare in modo autonomo e creativo le sfide dell’emergenza, del ripristino e della ricostruzione, Harry Cleaver racconta il modo in cui la popolazione di un barrio di Città del Messico riuscì ad affrontare, nell’immediato post-terremoto, l’enorme sfida rappresentata dalla mancanza di case (oltre che di elementari servizi igienici, come un adeguato sistema fognario). Resistendo con straordinaria determinazione e immaginazione al tentativo delle autorità centrali di decidere le loro sorti, gli abitanti di Tepito riuscirono così a costruire, insieme ad altre realtà locali colpite dal sisma, una rete autonoma che contribuì a far circolare informazioni, talenti e risorse, la cosiddetta Red Intercultural de Acción Autonoma.<br />
L’articolo, scritto due anni dopo il sisma, pur sottolineando la natura affatto speciale di questo barrio messicano, la sua lunga storia di auto-organizzazione e di orgogliosa indipendenza dalle istituzioni centrali, ha alcune lezioni importanti da offrire “non solo sugli usi di un terremoto, ma sull’uso delle crisi più in generale. Ogni crisi prevede un cambiamento e offre opportunità di movimento in nuove direzioni. Le crisi non devono essere temute o “risolte”, ma andrebbero piuttosto abbracciate, esplorando le opportunità che presentano. Dobbiamo sempre essere pronti a sfruttare qualsiasi frattura o rottura nelle strutture di potere che ci limitano e solo coloro i quali ne godono i benefici devono temere tali fratture. Per il resto di noi, sono aperture attraverso le quali possiamo ottenere una maggiore libertà.”</p>
<p>Nelle storie di solidarietà che ho raccontato in queste pagine i cittadini dell’Aquila hanno iniziato fin da subito a esplorare le opportunità offerte dalla tragedia del sisma, tentando di raggiungere, attraverso le fratture causate dal terremoto, nuove conquiste civili e democratiche per la società aquilana. È presto per capire in che modo questi progetti solidali del post-terremoto potranno contribuire alla rinascita e alla crescita sociale della città, ma certamente ci vorrà del tempo per scoprire quali saranno i frutti di questi “semi impercettibili”.</p>
<p>Attraverso il loro lavoro di cura per gli animali rimasti intrappolati nel centro storico, Sandro e i volontari dell’Azione veterinaria, insieme alle istituzioni coinvolte, hanno avviato un processo che potrebbe migliorare il benessere degli animali nella provincia e nella regione, contribuendo ad affrontare la piaga storica del randagismo.<br />
L’impegno di Giusi e dei suoi studenti per ottenere alloggi universitari di qualità potrebbe essere una prima risposta della società civile per trasformare la situazione abitativa precedente al terremoto: case private e alloggi pubblici fatiscenti, contratti in nero, affitti a costi elevati.<br />
Dall’esperienza creativa di Cecilia e degli Artisti Aquilani, dall’autobus di Ciro e dei suoi amici del Querencia potrebbero nascere progetti per dare una casa anche alle realtà artistiche e culturali della città, superando vecchie fratture e incomprensioni.<br />
La piccola scuola interculturale di Palma e l’impegno della rete “Insieme per ricostruire” hanno permesso di dare visibilità alla presenza dei migranti sul territorio aquilano, avviando una attenta analisi dei loro bisogni e delle loro difficoltà, in un contesto di crisi che ha decisamente aggravato una situazione già difficile nell’attuale panorama nazionale, caratterizzato da leggi e atteggiamenti xenofobi e razzisti. Il loro lavoro potrebbe contribuire a costruire un nuovo tessuto sociale meno frammentato, più attento alle differenze culturali, più disposto al dialogo, più curioso dell’altro.</p>
<p>La società civile aquilana, come avviene in tante parti del mondo, sta rivoluzionando il modo di fare politica, e spesso è riuscita persino a rivoluzionare il concetto stesso di rivoluzione. I piccoli gesti d’amore dei volontari aquilani che ho incontrato in queste pagine sono grandi rivoluzioni sociali a cui dovremmo tutti dare maggiore attenzione, perché ci parlano anche del nostro possibile futuro.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Il sistema dominante intorno a noi è basato sulla paura gli uni degli altri e sulla scarsità e ha creato maggiore scarsità e maggiori paure. Questo sistema viene mitigato ogni giorno dall’altruismo, dal mutuo soccorso e dalla solidarietà, dalle azioni di singoli e organizzazioni che sono motivati dalla speranza e dall’amore piuttosto che dalla paura.</em><br />
Rebecca Solnit</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=84&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I would take the pain away (Bakhtawar per Benazir)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 16:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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<p>Ho tradotto in italiano i testi del rap <em><strong>I would take the pain away</strong></em>, che Bakhtawar Bhutto Zardari ha dedicato alla mamma Benazir Bhutto,  <em>&#8220;madre leggendaria&#8221;</em>, nell&#8217;anniversario del suo assassinio.</p>
<p>Sono parole piene d&#8217;amore per una madre coraggiosa, ma anche piene di rimpianto (<em>&#8220;Mia madre è stata assassinata/e io non riesco neanche a capire/Valeva la pena di morire?&#8221;</em>).</p>
<p><strong>Vorrei portare via il dolore</strong></p>
<p>Riposa in pace<br />
Hanno assassinato mio nonno<br />
Benazir Bhutto assassinata<br />
E anche i miei due zii<br />
Dal 1953 al 2007<br />
Il 27 dicembre<br />
E ora mia madre<br />
Colpita dietro l&#8217;orecchio<br />
Assassinata, madre leggendaria</p>
<p><span id="more-74"></span>Ha un coraggio folle<br />
Cara mamma se riesci a sentirmi<br />
Folle intelligenza<br />
Ho qualcosa da dirti<br />
Qualcosa che non sono mai riuscita a dirti<br />
Ma se avessi potuto&#8230; Yo<br />
Vorrei portare via il dolore (rit.)<br />
Una foto<br />
Cerco di parlare<br />
Ma non mi rispondono<br />
Non sono responsabile di questo<br />
Non riesco neanche a pensare<br />
Te ne sei andata da quella porta<br />
Io aspetto, piango, e continuo a pensare<br />
Nella tua vita hai fatto tanto<br />
E sapevi che rischiavi la vita<br />
Ma nulla poteva fermarti<br />
Ehi quella è mia madre<br />
Folle, ci ha sfidati<br />
Nonostante la minaccia<br />
È andata e lì è restata<br />
17 ottobre, ancora forte<br />
2 bombe hanno fermato la folla<br />
3 milioni intorno a te per incontrarti<br />
E tutti i fatti verranno lentamente a galla<br />
Innocenti, credevano tutti in te<br />
I tuoi nemici temevano la tua presenza<br />
Eri bella e intelligente<br />
Tutto quello che facevi aveva un senso<br />
Colpita dietro l&#8217;orecchio<br />
Ancora giovane a 54 anni<br />
Assassinata, hai lasciato tre figli<br />
Per loro eri tutto<br />
Milioni, tutti sconvolti<br />
Perché non vale la pena di vivere questa vita<br />
Vorrei portare via il dolore (rit.)<br />
Forse tutto è un po&#8217; più chiaro<br />
Ma guardo nello specchio<br />
Ho visto qual è la realtà<br />
Probabilmente il tuo è vero coraggio<br />
Come hanno potuto strapparti da me?<br />
I miei occhi, ancora rossi<br />
Quando abbiamo pregato davanti alla tua tomba<br />
Le mie ginocchia sono cadute a terra<br />
Non sapevo che fosse possibile<br />
Pensavamo che non ti potessero fermare<br />
Credimi, non ci sono giorni luminosi<br />
Se solo potessi portare via il dolore<br />
Entrando nella tua camera e nel tuo ufficio<br />
Tornerai sempre, lo hai promesso<br />
Sento ancora la tua presenza<br />
I tuoi occhi, il tuo sorriso, l&#8217;essenza<br />
La tua perfezione, la tua bellezza, la tua eleganza<br />
L&#8217;epitome della benevolenza<br />
Contavi i giorni che mancavano<br />
Per pregare alla tomba del tuo papà<br />
Il carattere parlava con quest&#8217;arte<br />
Era questa la strada che avevi scelto<br />
Un altro buco nel cuore di papà<br />
Ti accoglieva a braccia aperte<br />
Non hai bisogno di altri con il tuo fascino<br />
Il proiettile codardo ti ha strappato dal fiore della vita<br />
E questo era ciò	che potevi fare<br />
Nessuno osi toccare le tue scarpe<br />
Un angelo nel blu<br />
Mani sollevate verso il cielo<br />
Dio fa ciò che decide<br />
Vorrei portare via il dolore (rit.)<br />
Mi hai fatto gli auguri per i miei 18 anni<br />
Un mese prima<br />
Perché in qualche modo sapevi che sarebbe stata l&#8217;ultima occasione<br />
Gli incubi, tornano<br />
La mia mamma continua a correre<br />
La sua ultima telefonata<br />
Il giorno prima dell&#8217;assassinio<br />
Perché te ne sei dovuta andare?<br />
Perché sei dovuta partire?<br />
Aseefa ha solo quattordici anni e neanche io sono pronta<br />
Ho appena 18 anni<br />
Un proiettile dietro alla testa<br />
Non hai mai avuto paura<br />
Non ti sei neanche gettata a terra<br />
Sorridevi anche distesa<br />
Sembrava ancora che dormissi<br />
Mettendo fiori sulla tua tomba<br />
Il mondo intero piangeva<br />
Quel sorriso sul tuo viso<br />
Il tuo corpo disteso sul ghiaccio<br />
Il modo in cui salutavi<br />
È tutto ciò a cui riesco a pensare<br />
Hai scritto un testamento<br />
Eri pronta fino all&#8217;ultimo<br />
Mia madre è stata assassinata<br />
E io non riesco neanche a capire<br />
Valeva la pena di morire?<br />
Cammino attraverso porte che scorrono<br />
Condoglianze e discorsi<br />
Nessun conforto, nessun sollievo<br />
Vi prego<br />
Dio benedica i defunti<br />
Lasciate che mia madre riposi in pace<br />
Vorrei portare via il dolore (rit.)</p>
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		<title>Desmond Tutu: l&#8217;Africa e i cambiamenti climatici</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/12/03/desmond-tutu-lafrica-e-i-cambiamenti-climatici/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 14:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Video della settimana]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
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		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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		<description><![CDATA[In un appello registrato per il World Development Movement, l&#8217;arcivescovo Desmond Tutu parla delle conseguenze del riscaldamento globale per l&#8217;Africa e i paesi del Sud del mondo che subiscono gli effetti degli sprechi nei paesi più ricchi. 185 milioni di africani rischiano di morire nel corso di questo secolo a causa dei cambiamenti climatici causati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=59&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://andreaspila.wordpress.com/2008/12/03/desmond-tutu-lafrica-e-i-cambiamenti-climatici/"><img src="http://img.youtube.com/vi/onSHD4sAuB4/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>In un appello registrato per il <strong>World Development Movement</strong>, l&#8217;arcivescovo Desmond Tutu parla delle <strong>conseguenze del riscaldamento globale</strong> per l&#8217;Africa e i paesi del Sud del mondo che subiscono gli effetti degli sprechi nei paesi più ricchi.</p>
<p><strong>185 milioni di africani</strong> rischiano di morire nel corso di questo secolo a causa dei cambiamenti climatici causati da un <strong>uso eccessivo delle risorse</strong> da parte dei cittadini del Nord del mondo: un cittadino del Regno Unito produce mediamente cinquanta volte più CO2 di un qualsiasi abitante di un paese in via di sviluppo (e da noi in Italia gli sprechi e gli abusi sono ancora peggiori).</p>
<p>Un&#8217;<strong>ingiustizia globale</strong> che noi cittadini dei paesi ricchi possiamo contribuire ad arrestare, &#8220;agendo da <strong>cittadini del mondo</strong> e non come consumatori isolati&#8221;. Desmond Tutu ci esorta a limitare i viaggi di affari in aereo, spesso inutili, e a richiedere ai nostri amministratori pubblici di raggiungere riduzioni dell&#8217;80% nelle emissioni di CO2.</p>
<p>Se non agiamo subito, insieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle nel Sud del mondo, quello che è già sotto i nostri occhi, <strong>carestie</strong>, <strong>inondazioni</strong>, <strong>epidemie</strong> dovute alla scarsità di acqua, rischia di aggravarsi progressivamente e irreversibilmente.</p>
<p><a title="Sito in inglese" href="http://www.wdm.org.uk/campaigns/climate/" target="_blank">Campagna clima del World Development Movement</a></p>
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		<title>Perché perchè?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 14:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orrori ortografici]]></category>
		<category><![CDATA[perché perchè orrori ortografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è dappertutto. Come un virus malefico si intrufola nelle tastiere di tipografi, web writer, giornalisti&#8230; Parlo della e grave che ormai ha trasformato l&#8217;innocuo avverbio perché nell&#8217;orrendo perchè. Persino il T9 dei cellulari non è arrivato a tanto e in un raro sforzo di conservatorismo ha scelto l&#8217;ortografia tradizionale. Gli esempi sono sotto gli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=55&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è dappertutto. Come un virus malefico si intrufola nelle tastiere di tipografi, web writer, giornalisti&#8230; Parlo della e grave che ormai ha trasformato l&#8217;innocuo avverbio perché nell&#8217;orrendo <strong>perchè</strong>. Persino il T9 dei cellulari non è arrivato a tanto e in un raro sforzo di conservatorismo ha scelto l&#8217;ortografia tradizionale.<br />
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: <strong>&#8220;Grembiule in classe: perchè no?&#8221;</strong> si chiede la Gelmini dalle colonne virtuali di Repubblica, <strong>&#8220;perchè così eviteremo di conoscere il colore delle mutande dei nostri studenti e la forma del loro ombelico&#8221;</strong> rispondono gli insegnanti dalla sala docenti.</p>
<p>E anche il mondo della musica sembra non amare gli acuti: <strong>&#8220;Canto perchè non so suonare&#8221;</strong> ci fa sapere Massimo Ranieri dai manifesti del suo ultimo spettacolo (per fortuna i tipografi che hanno curato la copertina dell&#8217;omonimo disco hanno optato per la e acuta&#8230;).</p>
<p>Ma l&#8217;orrore ortografico non risparmia nessuno. Persino nel mondo scientifico, persino quando ci troviamo di fronte agli interrogativi più elevati e misteriosi: <strong>&#8220;Perchè l&#8217;uomo&#8221;</strong> si chiede l&#8217;ENEA presentando nella sua web tv un filmato sulla struttura cellulare (ma per fortuna le immagini sono accompagnate da una rassicurante scritta in sovrimpressione che dice: PERCHÉ L&#8217;UOMO?).</p>
<p>A questo punto mi chiedo per quale motivo si sia tanto diffusa questa <strong>orribile neo-ortografia</strong>.<br />
Forse l&#8217;e grave è in onore delle origini lombarde di Mariastella? Forse i docenti vogliono vedere se i loro allievi scopriranno l&#8217;errore? Forse gli scienziati vogliono invitarci a riflettere sui misteri delle derive linguistiche?</p>
<p>Secondo una mia collega traduttrice il motivo per cui tanti scrivono perchè è semplicemente da ricercarsi nella <strong>pigrizia</strong>. In fondo è molto più semplice scrivere la e grave senza dover premere il tasto delle maiuscole, ma questo non spiegherebbe l&#8217;altrettanto diffusa abitudine di scrivere la e copula con la e acuta (che <strong>é</strong> davvero una cosa brutta da vedersi&#8230;). Ma di quest&#8217;altro orrore parleremo nel prossimo articolo. Per adesso vi lascio constatando (con un certo orgoglio) che <strong>il tasto Maiusc del mio portatile</strong> è bucato per l&#8217;uso eccessivo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=55&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Happy birthday Mandela</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/07/18/happy-birthday-mandela/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 20:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[Nelson Mandela]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro, carissimo Nelson grazie per aver passato tutti quegli anni in carcere ed esserne uscito più forte di prima. Grazie per aver sconfitto l&#8217;apartheid e averci insegnato che si può sconfiggere il razzismo, la paura dell&#8217;altro anche tra le mura di una cella. Grazie per averci regalato i tuoi sorrisi di speranza quando eri in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=51&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_52" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/07/nelsonmandelabirthday.jpg"><img class="size-medium wp-image-52" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/07/nelsonmandelabirthday.jpg?w=300&#038;h=207" alt="Nelson Mandela festeggia i suoi 90 anni" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Nelson Mandela festeggia i suoi 90 anni</p></div>
<p>Caro, carissimo Nelson</p>
<p>grazie per aver passato tutti quegli anni in carcere ed esserne uscito più forte di prima. Grazie per aver sconfitto l&#8217;apartheid e averci insegnato che si può sconfiggere il razzismo, la paura dell&#8217;altro anche tra le mura di una cella. Grazie per averci regalato i tuoi sorrisi di speranza quando eri in tribunale negli anni Sessanta, quando ti facevano marcire a Robben Island, quando finalmente quei sorrisi hanno sconfitto la ferocia del razzismo e ti abbiamo visto riportare la democrazia nel tuo paese e in giro per il mondo.</p>
<p>Oggi quel tuo sorriso ci fa ancora sperare, tutti i giorni e forse ci sentiamo un po&#8217; stupidi quando ci preoccupiamo per tutte le piccole cose della nostra vita.</p>
<p>Sei un grande uomo Nelson. Oggi, 18 luglio 2008, è il tuo novantesimo compleanno e anche il decimo anniversario del tuo matrimonio. Ti penseremo, in tutto il mondo, perché tante volte ci hai fatto sorridere.</p>
<p><a title="Il sito per fare gli auguri a Mandela" href="http://www.happybirthdaymandela.com" target="_blank">www.happybirthdaymandela.com</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/51/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/51/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/51/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/51/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=51&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Nelson Mandela festeggia i suoi 90 anni</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile!&#8221;</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/07/10/moni-ovadia-a-piazza-navona/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 16:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video della settimana]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo detto un video a settimana, forse avrei dovuto dire uno al mese&#8230; Vabbe&#8217; meglio che niente. In queste settimane ho visto molti video musicali che avrei voluto inserire in questa rubrica, ma dopo la bella esperienza della manifestazione No Cav di piazza Navona dell&#8217;8 luglio 2008 e soprattutto dopo la mancanza (e la distorsione) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=49&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://andreaspila.wordpress.com/2008/07/10/moni-ovadia-a-piazza-navona/"><img src="http://img.youtube.com/vi/DrzOQQzGNKM/2.jpg" alt="" /></a></span> Avevo detto un video a settimana, forse avrei dovuto dire uno al mese&#8230; Vabbe&#8217; meglio che niente.</p>
<p>In queste settimane ho visto molti video musicali che avrei voluto inserire in questa rubrica, ma dopo la bella esperienza della <strong>manifestazione No Cav di piazza Navona dell&#8217;8 luglio 2008</strong> e soprattutto dopo la mancanza (e la distorsione) dell&#8217;informazione nei media mainstream voglio almeno tenere traccia di uno degli interventi a mio parere più emozionanti, quello di Moni Ovadia. La qualità video è scarsa ma quella audio è accettabile.</p>
<p>&#8220;Sono qui prima di tutto per esserci.&#8221; Ha detto Moni all&#8217;inizio, ricordando che non si può lasciare più la democrazia in mano a demagoghi e populisti, NEANCHE PER UN SECONDO.</p>
<p>Ha poi denunciato &#8220;la vergogna di <strong>provvedimenti razzisti</strong> in un paese che ha conosciuto l&#8217;infamia del fascismo&#8221;. Il giorno precedente l&#8217;attore si era fatto prendere le impronte digitali per testimoniare la sua ferma condanna del progetto governativo di schedare i bambini Rom in tutto il Paese.</p>
<p>E poi l&#8217;invito alla vigilanza, alla <strong>mobilitazione permanente</strong> anche contro l&#8217;uso distorto, da parte di politici e media, del linguaggio: &#8220;Dobbiamo vigiliare, la perversione parte dall&#8217;uso del linguaggio. Chiamano giustizialismo la legalità. Non si deve accettare.&#8221;</p>
<p>E il suo intervento si è chiuso con un <strong>appello all&#8217;opposizione dialogante veltroniana</strong>: &#8220;L&#8217;opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile! &#8230; Non possiamo dialogare con chi vuole riabilitare i fascisti! Basta con le vie intitolate a fucilatori di partigiani! BASTA!&#8221;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/49/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/49/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=49&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Libertà per Eluana</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/07/10/liberta-per-eluana/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 13:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa valdese]]></category>
		<category><![CDATA[eluana englaro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di cura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://andreaspila.wordpress.com/?p=47</guid>
		<description><![CDATA[Ho ricevuto il seguente comunicato Stampa della Commissione Bioetica della Chiesa Valdese che come cristiano condivido pienamente. La Commissione Bioetica della Chiesa Valdese intende esprimere la propria solidarietà nei confronti della famiglia Englaro e ribadire la propria posizione a favore della libertà di cura, che è sempre e contestualmente libertà di rifiutare la cura. I [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=47&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_48" class="wp-caption alignleft" style="width: 267px"><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/07/eluana.jpg"><img class="size-medium wp-image-48" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/07/eluana.jpg?w=257&#038;h=244" alt="Foto di Eluana Englaro" width="257" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">Eluana Englaro</p></div>
<p>Ho ricevuto il seguente comunicato Stampa della Commissione Bioetica della Chiesa Valdese che come cristiano condivido pienamente.</p>
<blockquote><p>La Commissione Bioetica della Chiesa Valdese intende esprimere la propria solidarietà nei confronti della famiglia Englaro e ribadire la propria posizione a favore della libertà di cura, che è sempre e contestualmente<br />
libertà di rifiutare la cura.<br />
<span id="more-47"></span><br />
I giudici hanno ritenuto dimostrata sia l’irreversibilità dello stato vegetativo della paziente, sia la conformità della scelta di interrompere la nutrizione e idratazione forzate alla volontà espressa a suo tempo da<br />
Eluana Englaro, e alla sua concezione della dignità e qualità della vita.</p>
<p>“Come cristiani” – afferma una nota della Commissione Bioetica valdese -, “riteniamo sia necessario guardare alle persone viventi e alla loro sofferenza, che non può essere dimenticata in nome di principi universali e astratti, né può essere subordinata a una norma oggettiva e precostituita che venga ritenuta valida in quanto presunta ‘legge naturale’. Crediamo infatti che il cuore dell&#8217;etica cristiana debba essere<br />
la sollecitudine verso le persone nella loro irrinunciabile singolarità, spesso sofferente, talvolta – come nel caso di Eluana &#8211; addirittura tragica: di qui discende, secondo noi, un&#8217;idea della medicina come terapia<br />
rivolta a soggetti in grado di autodeterminarsi e in grado di decidere il proprio destino.</p>
<p>“La libertà individuale non va guardata con sospetto e identificata con l&#8217;arbitrio: per questo motivo, e in conformità con le posizioni espresse dall’ultimo Sinodo dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi, come<br />
Commissione Bioetica della Chiesa Valdese sollecitiamo da parte del Parlamento l’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine vita.”</p>
<p><strong> Commissione Bioetica della Chiesa Valdese</strong></p></blockquote>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/47/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/47/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/47/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=47&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Pata Pata (Miriam Makeba, 1979)</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/06/09/pata-pata-miriam-makeba-1979/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mama afrika]]></category>
		<category><![CDATA[miriam makeba]]></category>
		<category><![CDATA[pata pata]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà forse per costringermi a scrivere almeno un pezzo a settimana che inauguro questa nuova rubrica? Comunque sia, Video della settimana inizia con questo filmato d&#8217;epoca in cui una giovane Miriam Makeba canta la sua famosissima Pata Pata durante una esibizione per la TV olandese. Alla fine del pezzo viene raggiunta sul palco dalla nipote [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=44&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/06/miriam_makeba.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-45" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/06/miriam_makeba.jpg?w=500" alt="Miriam Makeba nel 2006" /></a><span>Sarà forse per costringermi a scrivere almeno un pezzo a settimana che inauguro questa nuova rubrica? </span></p>
<p><span>Comunque sia, <strong>Video della settimana</strong> inizia con questo filmato d&#8217;epoca in cui una giovane Miriam Makeba canta la sua famosissima <strong>Pata Pata</strong> durante una esibizione per la TV olandese. Alla fine del pezzo viene raggiunta sul palco dalla nipote Zenzi che balla con lei. La mamma di Zenzi (Bongi Makeba) è tra le vocalist del gruppo.</span></p>
<p>Fatevi trascinare (e incantare) dal <a title="Miriam Makeba canta Pata Pata" href="http://youtube.com/watch?v=kCc61z9IFu4" target="_blank">video su YouTube.<br />
</a></p>
<p>P.S. Piccola nota di colore: il vero nome della grande e amatissima Mama Afrika è <strong>Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi.</strong> Spiega la Makeba: &#8220;Il motivo di questa lunghezza è che ogni bambino prende il nome di tutti i suoi antenati maschi. Spesso il primo nome è seguito da una o due parole, che dicono qualcosa del carattere della persona; questo fa si che un vero nome africano sia una specie di storia&#8221;. (Vedi la <a title="Biografia (e discografia) di Miriam Makeba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miriam_Makeba" target="_blank">biografia di Miriam Makeba</a> su Wikipedia)</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/44/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/44/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=44&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Miriam Makeba nel 2006</media:title>
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		<title>Cluster bomb: finalmente la messa al bando</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/05/29/cluster-bomb-finalmente-la-messa-al-bando/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 11:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bombe a grappolo]]></category>
		<category><![CDATA[cluster bomb]]></category>
		<category><![CDATA[cmc]]></category>
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		<description><![CDATA[Non riesco a immaginare notizia più bella di questa che riporto da Unimondo.org: I delegati di 109 paesi riuniti a Dublino hanno raggiunto un accordo sul testo del Trattato per la messa al bando delle bombe a grappolo (&#8220;cluster bomb&#8221;). Secondo le prime anticipazioni, il Trattato prevede che ogni stato firmatario si impegni a non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=42&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/05/cmc-logo.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-43" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/05/cmc-logo.gif?w=190&#038;h=144" alt="Logo della Cluster Munition Coalition" width="190" height="144" /></a></p>
<p>Non riesco a immaginare notizia più bella di questa che riporto da Unimondo.org:</p>
<blockquote><p><span style="font-size:xx-small;"><span style="font-family:Verdana;">I delegati di 109 paesi riuniti  a Dublino hanno raggiunto un accordo sul testo del Trattato per la messa al  bando delle bombe a grappolo (&#8220;cluster bomb&#8221;). Secondo le prime anticipazioni,  il Trattato prevede che ogni stato firmatario si impegni a non usare cluster  bombs “in alcuna circostanza”, né a produrre, acquistare, conservare o  trasferirle a chiunque, e impegna i firmatari anche a provvedere all&#8217;assistenza  delle vittime e alla bonifica delle aree interessate. Il trattato lascerebbe  però la possibilità di impiego di bombe a grappolo più piccole di nuova  generazione. L’intesa è stata raggiunta con due giorni di anticipo rispetto al  programma dopo l’annuncio del governo britannico che si è detto pronto a bandire  le bombe a grappolo in possesso alle sue forze armate. In Italia, il Senato ha  approvato all&#8217;unanimità un ordine del giorno bipartisan, per la messa al  bando.</span></span></p></blockquote>
<p>Certo quella precisazione non è proprio rassicurante (&#8220;Il trattato lascerebbe però la possibilità di impiego di bombe a grappolo più piccole di nuova generazione&#8221;) e bisogna anche ricordare che i principali utilizzatori delle bombe a grappolo (Stati Uniti, Cina, Russia e Israele) non hanno aderito all&#8217;accordo che, a loro parere, ridurrebbe le loro capacità militari.</p>
<p>Come dice il sito di <a title="Sito di Cluster Munition Coalition" href="http://www.stopclustermunitions.org/" target="_blank">Cluster Munition Coalition</a>: &#8220;There is a real opportunity to make cluster bombs a thing of the past&#8221;. Per contribuire a questa svolta storica collegatevi al bellissimo sito irlandese della CMC e <a title="Firmate la petizione per la messa al bando delle cluster bomb" href="http://www.stopclusterbombs.ie/petition" target="_blank">firmate la petizione</a>. Un passo per volta&#8230;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/42/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/42/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/42/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=42&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Logo della Cluster Munition Coalition</media:title>
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		<title>Rom: pericolo pubblico numero uno</title>
		<link>http://andreaspila.wordpress.com/2008/05/16/rom-pericolo-pubblico-numero-uno/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 13:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo zapatero]]></category>
		<category><![CDATA[independent]]></category>
		<category><![CDATA[ponticelli]]></category>
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		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inaudita gravità dei pogrom contro i campi nomadi non viene avvertita dalla maggior parte dei media italiani, con qualche eccezione, come il monito lanciato da Gad Lerner nel suo eccellente editoriale intitolato Con la scusa del popolo. Ancora una volta, per renderci conto della pericolosa deriva razzista che sta prendendo il nostro paese (e non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=40&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/05/prima_manifesto_160508.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-41" src="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/05/prima_manifesto_160508.gif?w=216&#038;h=300" alt="Prima pagina del manifesto (16/05/08)" width="216" height="300" /></a>L&#8217;inaudita gravità dei pogrom contro i campi nomadi non viene avvertita dalla maggior parte dei media italiani, con qualche eccezione, come il monito lanciato da <strong>Gad Lerner</strong> nel suo eccellente editoriale intitolato <a title="Editoriale di Gad Lerner sui Rom" href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-3/lerner-rom/lerner-rom.html" target="_blank">Con la scusa del popolo</a>.</p>
<p>Ancora una volta, per renderci conto della <strong>pericolosa deriva razzista</strong> che sta prendendo il nostro paese (e non solo da oggi, basti pensare alle ordinanze xenofobe dei sindaci di &#8220;sinistra&#8221; lo scorso anno) dobbiamo rifarci agli occhi dei giornalisti e dei politici stranieri.</p>
<p><strong>Peter Popham</strong>, inviato a Roma dell&#8217;Independent, ci avverte nel suo <a title="Articolo di Popham sull'Independent" href="http://www.independent.co.uk/news/europe/italian-tolerance-goes-up-in-smoke-as-gypsy-camp-is-burnt-to-ground-829318.html" target="_blank">articolo sull&#8217;incendio dei campi nomadi</a> che  &#8220;il primo atto di pulizia etnica della nuova Italia è stato accolto senza grandi proteste&#8221;.  L&#8217;articolo esordisce ricordando con ironia il paradossale accordo di tutti contro il capro espiatorio di turno: &#8220;con crudele e insolito consenso, il nuovo governo italiano, la polizia e i carabinieri, e persino gli esponenti della malavita, hanno rivolto il loro pugno solidale contro il nemico numero uno della nazione: gli zingari&#8221;.</p>
<p>Da parte sua, il <strong>governo spagnolo</strong>, in una dichiarazione riportata da El Mundo, &#8220;respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta avvenendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell&#8217;immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri&#8221;. Le parole sono del vicepremier  Maria Teresa Fernandez de la Vega.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/andreaspila.wordpress.com/40/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/andreaspila.wordpress.com/40/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andreaspila.wordpress.com/40/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andreaspila.wordpress.com/40/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andreaspila.wordpress.com&amp;blog=471273&amp;post=40&amp;subd=andreaspila&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://andreaspila.files.wordpress.com/2008/05/prima_manifesto_160508.gif?w=216" medium="image">
			<media:title type="html">Prima pagina del manifesto (16/05/08)</media:title>
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