Ormai è dappertutto. Come un virus malefico si intrufola nelle tastiere di tipografi, web writer, giornalisti… Parlo della e grave che ormai ha trasformato l’innocuo avverbio perché nell’orrendo perchè. Persino il T9 dei cellulari non è arrivato a tanto e in un raro sforzo di conservatorismo ha scelto l’ortografia tradizionale.
Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: “Grembiule in classe: perchè no?” si chiede la Gelmini dalle colonne virtuali di Repubblica, “perchè così eviteremo di conoscere il colore delle mutande dei nostri studenti e la forma del loro ombelico” rispondono gli insegnanti dalla sala docenti.
E anche il mondo della musica sembra non amare gli acuti: “Canto perchè non so suonare” ci fa sapere Massimo Ranieri dai manifesti del suo ultimo spettacolo (per fortuna i tipografi che hanno curato la copertina dell’omonimo disco hanno optato per la e acuta…).
Ma l’orrore ortografico non risparmia nessuno. Persino nel mondo scientifico, persino quando ci troviamo di fronte agli interrogativi più elevati e misteriosi: “Perchè l’uomo” si chiede l’ENEA presentando nella sua web tv un filmato sulla struttura cellulare (ma per fortuna le immagini sono accompagnate da una rassicurante scritta in sovrimpressione che dice: PERCHÉ L’UOMO?).
A questo punto mi chiedo per quale motivo si sia tanto diffusa questa orribile neo-ortografia.
Forse l’e grave è in onore delle origini lombarde di Mariastella? Forse i docenti vogliono vedere se i loro allievi scopriranno l’errore? Forse gli scienziati vogliono invitarci a riflettere sui misteri delle derive linguistiche?
Secondo una mia collega traduttrice il motivo per cui tanti scrivono perchè è semplicemente da ricercarsi nella pigrizia. In fondo è molto più semplice scrivere la e grave senza dover premere il tasto delle maiuscole, ma questo non spiegherebbe l’altrettanto diffusa abitudine di scrivere la e copula con la e acuta (che é davvero una cosa brutta da vedersi…). Ma di quest’altro orrore parleremo nel prossimo articolo. Per adesso vi lascio constatando (con un certo orgoglio) che il tasto Maiusc del mio portatile è bucato per l’uso eccessivo.
hahahah ho capito subito dal titolo con chi ce l’avevi. Io non ho un italiano eccellente eppure questa non la sbaglio.
Uno dei motivi principale secondo me per cui si sbaglia è proprio che non si sa quale è la differenza. Io l’ho imparata a 21 anni studiando glia accenti spagnoli all’università.
Il motivo della pigrizia lo metterei come primo parimerito
Da: norton su 4 Novembre 2008
alle 11:16 pm
Secondo me non è pigrizia, ma è da imputare alla scrittura a mano. Ho sempre avuto l’impressione che a scuola i ragazzi imparino a mettere un trattino come accento sui vocali senza distinguere tra gravi e acuti. Di conseguenza tutti gli accenti messi sono diventato gravi. Può essere?
Da: Peter Lubbers su 18 Novembre 2008
alle 7:03 pm
Sono d’accordo con Peter sul fatto che nella scuola italiana non si insegna la distinzione tra accenti gravi e acuti e anzi ci si ostina a usare una specie di virgoletta che non è né grave né acuto (a proposito che ne dite della congiunzione nè?). Sono anche d’accordo con Norton che l’apprendimento delle lingue straniere ci aiuta a imparare la differenza tra i diversi tipi di vocali accentate (lo spagnolo poi ha solo accenti acuti se non sbaglio). I traduttori non a caso sono molto attenti alle questioni ortografiche.
Da: Andrea Spila su 19 Novembre 2008
alle 9:53 am
[...] professionisti della scrittura diventano insofferenti, scrivono articoli sui loro blog protestando e cercando di capire il perché di questo perchè. Tuttavia gli italiani non sono gli [...]
Da: Gli editor: una razza in via di estinzione : European School of Translation su 26 Febbraio 2009
alle 6:22 pm