Pubblicato da: andreaspila | 10 luglio 2008

“L’opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile!”

Avevo detto un video a settimana, forse avrei dovuto dire uno al mese… Vabbe’ meglio che niente.

In queste settimane ho visto molti video musicali che avrei voluto inserire in questa rubrica, ma dopo la bella esperienza della manifestazione No Cav di piazza Navona dell’8 luglio 2008 e soprattutto dopo la mancanza (e la distorsione) dell’informazione nei media mainstream voglio almeno tenere traccia di uno degli interventi a mio parere più emozionanti, quello di Moni Ovadia. La qualità video è scarsa ma quella audio è accettabile.

“Sono qui prima di tutto per esserci.” Ha detto Moni all’inizio, ricordando che non si può lasciare più la democrazia in mano a demagoghi e populisti, NEANCHE PER UN SECONDO.

Ha poi denunciato “la vergogna di provvedimenti razzisti in un paese che ha conosciuto l’infamia del fascismo”. Il giorno precedente l’attore si era fatto prendere le impronte digitali per testimoniare la sua ferma condanna del progetto governativo di schedare i bambini Rom in tutto il Paese.

E poi l’invito alla vigilanza, alla mobilitazione permanente anche contro l’uso distorto, da parte di politici e media, del linguaggio: “Dobbiamo vigiliare, la perversione parte dall’uso del linguaggio. Chiamano giustizialismo la legalità. Non si deve accettare.”

E il suo intervento si è chiuso con un appello all’opposizione dialogante veltroniana: “L’opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile! … Non possiamo dialogare con chi vuole riabilitare i fascisti! Basta con le vie intitolate a fucilatori di partigiani! BASTA!”


Risposte

  1. Condivido tutte le parole di Moni.
    Abbiamo a che fare con politici ignoranti ed arroganti, ancora pericolosamente “affascinati” dal fascismo; fieri, oltretutto, di queste loro assurde “doti.”
    Purtroppo, tanti e tante di noi hanno perso il senso della memoria storica, ai più giovani si insegna a considerare la cultura qualcosa di noioso o di inutile e la solidarietà assistenzialismo o… debolezza!
    Ma possiamo ancora opporci a tutto questo e soprattutto DOBBIAMO.


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