L’inaudita gravità dei pogrom contro i campi nomadi non viene avvertita dalla maggior parte dei media italiani, con qualche eccezione, come il monito lanciato da Gad Lerner nel suo eccellente editoriale intitolato Con la scusa del popolo.
Ancora una volta, per renderci conto della pericolosa deriva razzista che sta prendendo il nostro paese (e non solo da oggi, basti pensare alle ordinanze xenofobe dei sindaci di “sinistra” lo scorso anno) dobbiamo rifarci agli occhi dei giornalisti e dei politici stranieri.
Peter Popham, inviato a Roma dell’Independent, ci avverte nel suo articolo sull’incendio dei campi nomadi che “il primo atto di pulizia etnica della nuova Italia è stato accolto senza grandi proteste”. L’articolo esordisce ricordando con ironia il paradossale accordo di tutti contro il capro espiatorio di turno: “con crudele e insolito consenso, il nuovo governo italiano, la polizia e i carabinieri, e persino gli esponenti della malavita, hanno rivolto il loro pugno solidale contro il nemico numero uno della nazione: gli zingari”.
Da parte sua, il governo spagnolo, in una dichiarazione riportata da El Mundo, “respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta avvenendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri”. Le parole sono del vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega.
“è intollerabile il fatto che molti dei promotori di questa «sicurezza» si definiscano difensori della fede. Posso assicurare che non si può difendere la fede bestemmiando Dio e la vera bestemmia contro Dio è ogni forma di rifiuto, di rancore o addirittura di odio. [...] Qualcuno pensava in passato che fosse difficile credere ai concetti, ai ragionamenti teologici. Oggi, più che mai, la difficoltà della fede sta nel credere alla legge della giustizia e dell’amore.”
Che fase storica, eh: possiamo sottoscrivere le parole di un prete. Ma quel che è giusto è giusto.
Da: Melani su 16 Maggio 2008
alle 2:05 pm